Sfida
Un produttore italiano stava ingegnerizzando una centralina modulare termoidraulica per il riscaldamento residenziale — un'unità centrale che legge 15 sonde e comanda 11 uscite, con moduli I/O cablati e wireless. L'hardware avanzava, il software di interazione non esisteva, e senza di esso la centralina non era un prodotto vendibile. Il materiale disponibile erano due messaggi vocali, un foglio pin manoscritto e un mockup del monitor — a fronte di un obiettivo di costo di 300–600 € per impianto contro i circa 1.200 € delle schede certificate equivalenti, e di un'interfaccia che deve essere usabile da persone over 60 non tecniche.
Approccio
- Trascritti integralmente i messaggi vocali del committente e riconciliati riga per riga con lo schema pin manoscritto — ogni canale porta un livello di confidenza esplicito
- Tradotto "usabile da una persona over 60" in numeri collaudabili: 8 mm di altezza reale delle cifre, aree di tocco da 12 × 12 mm, contrasto WCAG 2.2 AA, verificati sul tablet effettivamente installato
- Congelato un modello dati che regge qualunque configurazione d'impianto, così che aggiungere un modulo non richieda mai un rilascio dell'app
- Fissato il confine: la logica di regolazione vive nella centralina, mai nell'app — la casa resta riscaldata anche se cloud, telefono e pannello a muro spariscono
- Specificato uno strato di astrazione del dispositivo, così che l'intera interfaccia si possa sviluppare e dimostrare su un simulatore prima che l'hardware esista